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Alluce valgo

La deformità

Il cardine di tale affezione è costituito dall'allontanamento della testa del primo metatarso dalle altre.
In conseguenza di ciò l'avampiede si allarga a ventaglio dando vita alla caratteristica protuberanza che caratterizza tale affezione,volgarmente conosciuta, anche come PATATA.

Le conseguenze cliniche

Sono costituite sia da disturbi localizzati nell'area piede che da ripercussioni su tutto l’allineamento posturale.
Nel paziente affetto da alluce valgo il cardine della deformità e’ costituito dalla deviazione della testa del primo metatarso, che si sposta esternamente e contemporaneamente verso l’alto.

Conseguenze locali

  • Degenerazione articolare e borsite.
  • L’articolazione metatarso falangea si disallinea, trovandosi cosi’ a lavorare in modo asimmetrico e comportando l’usura delle componenti cartilaginee, la cui infiammazione e’ causa di dolore e degenerazione artrosica a tale livello.
  • La prominenza metatarsale urtando inoltre contro la calzatura la deforma provocando la formazione di fastidiose borsiti che impediscono l’uso di calzature normali.
  • Deformità e lussazione delle dita.
  • La spinta dell’alluce contro le altre dita provoca con il tempo il loro incurvamento, fino ad arrivare alla cosiddetta deformazione a martello e alla loro deviazione laterale o dorsale che crea la perdita dei rapporti anatomici della base del dito con il metatarso corrispondente, fino alla lussazione completa.

Conseguenze posturali

Il primo metatarso spostandosi verso l’esterno del piede diviene anche ipermobile per il contemporaneo allungamento dei suoi legamenti.

Ad ogni passo quindi, sotto l’azione del carico si solleva verso l’alto, appiattendo l’arco longitudinale mediale e provocando la rotazione verso l’interno del piede (pronazione).
Questo movimento di pronazione si trasmette attraverso le articolazioni dell’arto inferiore a tutto l’apparato muscolo scheletrico, influenzando la postura, cioe’ l’allineamento dei vari segmenti corporei lungo la linea di gravita’.
Trascinato dalla torsione del piede l’arto inferiore ruota internamente, provocando attraverso i legamenti dell’anca l’inclinazione in avanti del bacino, che a sua volta modifica la curvatura dela colonna aumentando la curva lombare (iperlordosi).
Questo assetto posturale crea delle incongruenze articolari, dando vita a delle manifestazioni cliniche che caratterizzano i pazienti affetti da alluce valgo.

Si può infatti parlare di una vera e propria “sindrome posturale da alluce valgo” che si caratterizza da:

  • Tendenza al valgismo delle ginocchia con dolore della faccetta rotulea interna del ginocchio;
  • Rigidità delle anche con limitazione della loro rotazione interna;
  • Accentuazione della curva lombare con presenza di lombalgia cronica.

La chirurgia attuale

Si caratterizza rispetto alle tecniche demolitive del passato per il suo aspetto assolutamente conservativo.

Comprende diverse metodiche che hanno come obiettivo il riallineamento del primo raggio
Questo viene ottenuto mediante piccole osteotomie, ovvero sezioni di precisione, effettuate direttamente sull’osso, in modo da ottenere una correzione geometrica dell’angolo di valgismo.

Il recupero post operatorio

Prima settimana
Il trattamento chirurgico viene eseguito in Day hospital, non essendo necessario ricovero, anche in caso di procedura bilaterale. Lo stesso giorno dell’intervento, mediante l’uso di calzature post-operatorie e di un bendaggio imbottito, e’ possibile poggiare i piedi in terra per eseguire piccoli spostamenti in casa, strettamente necessari per l’igiene personale. Non c’e’ bisogno di stampelle. Tale condotta viene mantenuta per tutta la prima settimana.

Seconda settimana
All’inizio della seconda settimana il paziente esce di casa per recarsi al primo controllo medico. Cammina a piatto, con cautela, poggiando sui talloni e sul bordo esterno, ma senza bisogno di ausili e autonomamente. Nel corso della visita viene cambiata la medicazione e ridotto il bendaggio. Durante la seconda settimana il paziente rimane in casa, libero di spostarsi da un ambiente all’altro, ma con divieto di rimanere fermo in piedi e tenendo i piedi sempre sollevati ed appoggiati su un cuscino.

Terza e quarta settimana
Dopo 15 giorni si torna a visita per rimuovere i punti di sutura e il bendaggio. A questo punto il piede e’ libero, può essere bagnato e possono essere indossate calzature comode tipo da ginnastica. Il paziente cammina con più disinvoltura, ma sempre con cautela, evitando di fare leva sull’alluce. Può uscire ma senza fare passeggiate.

In questa fase è consigliabile l’inizio di un trattamento fisioterapico riabilitativo con chinesiterapia attiva e passiva,utlizzo del ghiaccio,esercizi di rinforzo e esercizi di propriocezione

Secondo mese
Trascorsi trenta giorni dall’intervento la deambulazione può essere ripresa senza limitazioni. Si può tornare quindi all’attivita’ lavorativa purche’ sedentaria. Il piede e’ ancora leggermente edematoso in corrispondenza del primo metatarso, ma permette di indossare calzature normali a tomaia alta. Non e’ necessaria fisioterapia, ma se eseguita accellera i tempi di recupero.

Terzo Mese
La consolidazione e’ completa, può essere iniziata l’attivita’ sportiva compresa la corsa.