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Laserterapia

Il termine LASER è un acronimo che deriva dalle iniziali della definizione "Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation" (Amplificazione della luce mediante emissione amplificata di radiazione), nella sua specificità, quindi, è un termine assolutamente generico.

Passato dalle utilizzazioni industriali a quelle in campo medico, ha trovato particolare riscontro nell'ambito chirurgico specie oculistico, urologico, e fisioterapico. Altrettanta efficacia e versatilità gli viene riconosciuta nel trattamento medico non chirurgico, particolarmente in quello antalgico
Applicato con la dovuta competenza e perizia da personale medico si pone come valido strumento per l'affronto di patologie dolorose a prevalente manifestazione locale, con dolore di tipo nocicettivo (post-traumatico, infiammatorio, da ischemia cronica locale) a carico, soprattutto, dell'apparato locomotore, e di tipo neuropatico, E' particolarmente utile inserirlo nei programmi riabilitativi per la sua azione decontratturante e antiinfiammatoria.

Pur trovandoci di fronte ad una delle tecniche a maggior indice di sicurezza e affidabilità, è bene porre, in misura prudenziale ed a valutazione individuale, delle condizioni in cui va valutata l'opportunità di astenersi da un irraggiamento laser:
1. soggetti portatori di pace-maker
2. l'irraggiamento addominale, pelvico e in zona lombo-sacrale di pazienti in stato di gravidanza incerta, iniziale e avanzata ( controindicazione assoluta);

In tutte le situazioni, inoltre, va accuratamente evitato di indirizzare il raggio laser, direttamente o per incidenza angolata, in zona oculare per la possibile insorgenza di lesioni retiniche, tanto nel paziente quanto nell'operatore, rischio generico che è facilmente ovviabile con l'uso degli speciali occhiali protettivi, normalmente in dotazione ad ogni singolo apparecchio.